IL MARKETING AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

La diffusione della pandemia sta avendo un impatto profondo non solo sulle vite dei singoli, ma anche sulle organizzazioni aziendali.

In questo scenario il 45% delle aziende taglierà le attività di marketing, il 49% ridurrà gli investimenti in pubblicità, il 33% rimanderà il lancio di nuovi prodotti.

Tipologie di approccio delle aziende:

aziende spaventate: quelle che vivono l’arrivo del virus come un trauma, indipendentemente dal reale impatto sul fatturato.
In questa tipologia di organizzazione il marketer teme di fare la mossa sbagliata e quindi preferisce non esporsi.
La scelta è di tagliare il budget per ridurre l’impatto del minor fatturato e tenere in equilibrio il bilancio.

aziende attendiste: Vengono convertiti alcuni investimenti di comunicazione in altri e si approfitta del tempo sospeso per avviare attività sempre rimandate .

aziende proattive: sono organizzazione che hanno un approccio manageriale ottimista e pro attivo, ma un marketing tradizionale.
In questa categoria ricadono le aziende che provano ad adattarsi alla situazione.
Quelle che lanciano iniziative solidali, inviano email di vicinanza ai propri clienti, pianificano spot di incoraggiamento.

aziende innovative: ci troviamo in contesti abituati al dinamismo e all’innovazione, anche di marketing.
Nei momenti di crisi queste aziende tendono a sperimentare, occupando nuovi spazi di azione e nuovi stili di comunicazione.